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San Crescentino e la Crescia Sfogliata di Urbino

30 maggio 2015
Palazzo Ducale di Urbino

San Crescentino: un patrono che dà il nome a tutto e di più

Ogni 1° giugno, nella città di Urbino, antica perla rinascimentale del Centro-nord Italia, si tiene la sentitissima festa patronale.
Il Santo Patrono protettore della città è San Crescentino, famoso, si narra, per aver ucciso, da solo, un drago salvando un piccolo borgo dalla sua tirannia.
Cittadino romano vissuto a cavallo del III e IV secolo d.C., la leggenda di Crescentino è condita da antiche tradizioni urbinati che si intrecciano inevitabilmente con quelle dei confinanti paesini umbri.

Che drago, questo patrono!

Esiliato perché professante fede cristiana, si dice sia fuggito a Perugia prima e a Città di Castello (l’antica Tifernum Tiberinum) poi.
Si racconta di come, eroicamente, sconfisse un drago che tormentava la località Pieve de’ Saddi, alle porte di Città di Castello, per poi diventarne il liberatore.

Ma chi è che salva il salvatore?

Nonostante fosse osannato come salvatore della città, la sua fede cristiana infastidiva l’imperatore Diocleziano che ne ordinò la messa al rogo. Tuttavia, si dice, il fuoco non abbia sorbito alcun effetto:

le fiamme semplicemente non potevano impensierire l’uccisore di un drago!

Così, i soldati di Diocleziano ricorsero a mezzi ben più pesanti. E si narra che il suo martirio avvenne proprio il 1° giugno dell’anno 303.

Tutt’ora si può ammirare una statua dedicata a lui, posta davanti le porte del Duomo di Urbino, in posa con un piede premuto contro il corpo esanime del drago appena sconfitto.

San Crescentino Patrono di Urbino

Un patrono conteso

Rimasto sepolto da martire a Pieve de’ Saddi, attirò l’attenzione dell’allora vescovo di Urbino, Mainardo, che entrò in “trattativa” per ottenere le sue spoglie in città, per averlo come patrono cittadino.
Così, nel 1068, venne predisposto il trasferimento della salma da Città de’ Saddi che la consegnò….incompleta!
Non solo la diede senza testa, ma poi, in preda ai ripensamenti, l’arcivescovo di Pieve de’ Saddi rincorse gli urbinati che si erano rimessi in marcia per rientrare ad Urbino.

A questo punto, leggenda narra che una fitta nebbia si sarebbe sollevata per nascondere il gruppo con la salma e far desistere, così, la disperata rincorsa degli abitanti di Città di Castello.

Nebbia leggendaria o aiuto fortuito del clima, non ci è dato saperlo; ciò che è importante è che il 1° giugno siano gli Urbinati a festeggiare San Crescentino e non gli abitanti di Città di Castello (non me ne vogliano)!

Crescia sfogliata? Crescia come… Crescentino?

Il termine Crescia Sfogliata di Urbino vi dice niente?
Si? Bene, sai a cosa mi riferisco. E sai quanto buona essa sia!
Non ti dice nulla? Male, vai subito ad informarti! QUI sotto la dicitura zona di Urbino!

Hai recuperato la lacuna?
Ottimo!
Ma la parola Crescia a me ricorda qualcosa… qualcosa come San Crescentino!

Possibile? Probabile? Certo?

Ahimè non te lo so dire. Come si suol dire, di certo c’è solo la morte e le tasse!

Però è una somiglianza che mi è saltata all’occhio (o meglio, all’orecchio).
Quindi ho pensato:

possibile che i due termini siano correlati?

E’ nata prima la Crescia o San Crescentino?

Ciò che è certo è che ad Urbino abbiamo una fissazione tutta nostra per la cara Crescia Sfogliata che si ripercuote sul nostro modo di nominare pietanze e cibi cittadini.

Da urbinate, infatti, condivido dalla nascita l’abitudine di chiamare qualsiasi cosa col nome di Crescia!

Mia nonna, da quanto ho memoria, è solita cucinare pizze bianche che mangiamo come contorno o con affettati e formaggi; indovinate come la chiama?
Esatto, Crescia!

Ma potrebbe essere una coincidenza…

A Pasqua c’è l’usanza di preparare una… una… come posso dire? Ok, non ho altro modo di chiamarla… una Crescia di Pasqua! Buonissima “crescia” al formaggio!

Tutti per la Crescia, e una Crescia per tutti!

Nessuno sa dire per certo se tutto ciò che ho scritto sia vero oppure frutto solo di un “vaneggiamento di un pomeriggio di fine maggio”.
Ma può essere uno spunto per cominciare a indagare e ad informarsi un po’ di più sulle usanze, le tradizioni e l’antico sapere di questa splendida cittadina, posta su una collina tra gli Appennini e la costa Adriatica.

E’ mio augurio personale, che la prossima volta che qualcuno si troverà a percorre l’interminabile salita di Via Raffaello, si fermi qualche secondo a dedicare un pensiero a questa storia che ha dell’incredibile (o insensato? Decidete voi), poco prima, cioè, di addentare la sua meritatissima ricompensa per la faticaccia: la vera Crescia Sfogliata di Urbino.

Via Raffaello Urbino

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