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15 Maggio – La festa dei Ceri. Via ch’eccoli!

8 maggio 2015

Alle pendici del “colle eletto del beato Ubaldo” (Dante, Paradiso, X, 44 v.43-48) Gubbio,

l’antichissima e nobile città di pietra che oltre a Dante ha affascino illustri viaggiatori e scrittori, come Gabriele D’annunzio e Herman Hesse, si prepara trepidante a quello che da secoli è il suo giorno più importante. Ogni 15 maggio in questa illustre città medievale, scelta da Federico da Montefeltro come seconda patria dopo Urbino, si rinnova la Festa dei Ceri. Una delle più antiche manifestazioni folcloristiche italiane, un rito che vede la partecipazione di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo.

Pensavo di vedere tre santi e ho visto tre ceri. Pensavo di vedere una città e ho visto un popolo. Ma, soprattutto, pensavo di vedere una festa e ho visto la vita”, così Steve McCurry, da più di trent’anni, una delle voci più rappresentative della fotografia contemporanea, descrive l’emozione provata nel vivere e fotografare la Festa dei Ceri.

Sia essa rievocazione ancenstrale dell’antico rito della Dea Cerere o grande luminaria di candelotti di cera in onore del Vescovo Ubaldo patrono della città, la Festa dei Ceri continua ad essere un rito collettivo di straordinaria intensità e partecipazione. I Ceri, tre grandi macchine a spalla di legno, pesanti più di 300 kg e alte fino a 5 m, portando saldamente fissate in cima rispettivamente le statuette di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio e della corporazione dei muratori e scalpellini, di San Giorgio, patrono della corporazione dei merciari e Sant’Antonio Abate, patrono dei contadini e degli studenti, diventano protagonisti di una corsa sfrenata verso la Basilica di Sant’Ubaldo. E’ un’esplosione d’energia vitale unica al mondo, quella che si realizza il 15 maggio a Gubbio, una giornata che inizia alle 5.30 del mattino e si conclude a tarda sera, regalando emozioni indimenticabili ai ceraioli (le persone che guidano il cero), agli eugubini e ai turisti.

L’Alzata

Uno dei momenti più intensi e coinvolgenti della festa è l’Alzata dei Ceri. Alle 12 Piazza Grande, accoglie l’uscita dei Ceri dal Palazzo dei Consoli, per uno spettacolare movimento di folla e di colori. Ecco poi l’uscita delle statuette dei Santi Ubaldo, Giorgio e Antonio, uno degli aspetti più devozionali della festa. I Santi sono fissati sulla sommità del proprio Cero, i Capodieci lanciano le brocche tra la folla, e “Via ch’eccoli” (in eugubino “largo che arrivano”). I Ceri vengono innalzati con grande energia e perizia sulla verticale e si aprono un varco tra la folla entusiasta e accalcata all’inverosimile per compiere le Tre Girate.
Dopo l’alzata i Ceri sfilano tra canti e balli per le vie della città in attesa della seconda parte della corsa. Rendono omaggio agli anziani delle famiglie ceraiole e agli ammalati e possono essere ammirati, toccati e visti da vicino in tutta la loro imponenza.

Alzata Festa dei Ceri Gubbio

Verso la Basilica

Alle 18, dopo una benedizione del vescovo, i tre ceri si lanciano in una corsa forsennata verso la Basilica di Sant’Ubaldo sul monte Igino. È una corsa entusiasmante, fatta di “pendute” e, a volte, anche di rovinose cadute, perché il percorso si snoda attraverso le piazze, le salite e le ripide discese del centro storico e poi esce dalle mura medioevali verso la chiesa intitolata al santo patrono. Affrontando gli “stradoni” (tornanti), per un 1 km e mezzo di salita percorsa in meno di 7 minuti, l’abilità e la forza delle mute di ceraioli è quella di far correre il cero evitando cadute e sbandamenti, in ciò sta la vittoria poiché non esiste la possibilità del sorpasso.
Tramandato da generazione in generazione, da padre a figlio, il “portare il cero” è nella vita di un eugubino una prova di grande importanza, dove forza, coraggio e senso di appartenenza sono ancora valori fondamentali.
Al limite delle possibilità fisiche dei ceraioli i Ceri arrivano sulle gradinate della basilica ed è tradizione che il Cero di Sant’Ubaldo una volta entrato nel chiostro debba chiudere il portone e far attendere giù nella scalinata i due ceri di San Giorgio e Sant’Antonio prima di riaprire i battenti. Terminati i festeggiamenti nel chiostro i ceri vengono smontati e deposti in chiesa come omaggio al patrono, e le statue tornano nel centro storico, nella chiesetta dei Muratori, in attesa della festa dell’anno successivo.

Nella centro storico canti, balli, bevute e mangiate nelle taverne (il ritrovo dei ceraioli ) concludono questa lunga, indescrivibile giornata che lascia il ricordo di una magia che si realizza ogni 15 maggio a Gubbio da più di mille anni.

Programma sintetico

  • Ore 5.30: Sveglia dei tamburini
  • Ore 8.00: Celebrazione messa alla Chiesetta dei Muratori (o Chiesa di San Francesco della Pace)
  • Ore 11.30: Alzata dei Ceri a Piazza Grande
  • Ore 16.30: Dal Duomo parte la processione con la statua di Sant’Ubaldo
  • Ore 18.00: Inizio Corsa dei Ceri da Via Savelli della Porta fino al Monte Ingino

(Video di Gianpaolo Pauselli)

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